
Sonno e anziani: consigli pratici per un riposo migliore.
Pubblicato il 19 Marzo 2025.
Dormire bene è essenziale a qualsiasi età, ma negli anziani il sonno può diventare un problema serio. Quante volte ci capita di sentire un nostro assistito lamentarsi perché non riesce a riposare bene? “Dottore, mi sveglio mille volte di notte” oppure “Non riesco più a dormire come un tempo”. Sono frasi che sentiamo spesso e che nascondono disagi reali, con conseguenze sulla salute fisica e mentale.
Per chi assiste un anziano, soprattutto se non autosufficiente, sapere come migliorare la qualità del sonno può fare davvero la differenza.
Perché gli anziani dormono male?
L’invecchiamento porta con sé cambiamenti nel ritmo circadiano e nella qualità del sonno. Alcuni fattori che contribuiscono a questi disturbi sono:
- Meno melatonina, l’ormone che regola il ciclo sonno-veglia, con il risultato di addormentarsi tardi e svegliarsi presto.
- Patologie croniche come artrite, diabete, ipertensione e malattie neurologiche, che spesso causano dolore o disagio notturno.
- Effetti collaterali dei farmaci, che possono interferire con il riposo. Alcuni farmaci di uso comune negli anziani disturbano il sonno, come:
- Diuretici, che aumentano la necessità di urinare di notte.
- Beta-bloccanti, che riducono la produzione di melatonina.
- Corticosteroidi, che possono causare insonnia.
- Farmaci per il Parkinson, che provocano movimenti involontari.
- Ansiolitici e sedativi, che, se usati a lungo, alterano la qualità del sonno naturale.
- Frequente bisogno di urinare (ovvero nicturia), molto comune negli anziani.
- Ansia e depressione, che rendono difficile rilassarsi prima di dormire.
- Poca esposizione alla luce naturale, che può alterare il ritmo sonno-veglia.
Come migliorare il sonno negli anziani non autosufficienti
Quando un anziano è fragile o ha bisogno di assistenza, alcune piccole attenzioni possono aiutare a migliorare il riposo notturno.
- Creare una routine rilassante
- Mantenere orari regolari per andare a dormire e svegliarsi, anche nei giorni festivi.
- Favorire attività rilassanti prima della notte, come ascoltare musica dolce, leggere o semplicemente conversare in un ambiente tranquillo.
- Attenzione ai sonnellini diurni: se troppo lunghi, possono interferire con il sonno notturno.
- Evitare schermi luminosi prima di dormire: televisori, smartphone e tablet riducono la produzione di melatonina.
- Alimentazione e idratazione
- Evitare cene pesanti, cibi speziati o eccessivamente zuccherati.
- Limitare la caffeina e l’alcol, soprattutto nel pomeriggio e alla sera.
- Incoraggiare alimenti ricchi di triptofano, come latte, yogurt, noci e banane, che aiutano la produzione di melatonina.
- Monitorare i liquidi: bere troppo prima di dormire aumenta i risvegli notturni per urinare.
- Creare un ambiente favorevole al sonno
- Mantenere una temperatura confortevole, evitando ambienti troppo caldi o freddi.
- Scegliere un letto adatto, con materassi e cuscini ergonomici, specialmente per chi soffre di dolori articolari.
- Ridurre i rumori e le luci: tende oscuranti, tappi per le orecchie o rumori bianchi possono essere utili.
- Garantire la sicurezza: luci notturne a basso consumo possono ridurre il rischio di cadute per chi si alza di notte.
- Movimento e luce naturale
- Anche chi ha difficoltà motorie dovrebbe fare un po’ di movimento durante il giorno, con esercizi leggeri o mobilizzazione assistita.
- Esporsi alla luce del sole per almeno 30 minuti al giorno aiuta a regolare il ritmo circadiano.
- Gestire stress e ansia
- Tecniche di rilassamento, come respirazione profonda o musicoterapia, possono essere d’aiuto.
- Accompagnamento empatico: parlare con dolcezza, offrire sicurezza e rassicurazioni prima della notte può aiutare chi soffre di ansia.
Se il sonno continua a essere disturbato nonostante questi accorgimenti, è bene parlarne con il medico. Potrebbe trattarsi di disturbi specifici come insonnia cronica, apnea notturna o sindrome delle gambe senza riposo, per cui esistono trattamenti mirati.
Dormire bene è una necessità per il benessere degli anziani. Per chi assiste una persona non autosufficiente, migliorare la qualità del sonno significa anche migliorare la qualità della vita. Con qualche accorgimento e un’attenzione costante, è possibile rendere il riposo più sereno e ristoratore, contribuendo alla salute e alla serenità dell’anziano e di chi lo assiste.